"Bugiardo bugiardo". Oppure "Il signor 15(mila) palle".
Povera Italia! E poveri italiani! Poverini anzi. Ogni volta che le elezioni si avvicinano, Berlusconi intensifica la sua già fiorente attività di ingannatore e ripropone le solite promesse da marinaio. Il tutto condito dai soliti sofismi e dalle solite patetiche banalità tipo "siamo uomini che amano la libertà" (gli altri amano la dittatura comunista forse?), "vogliamo rimanere liberi" (di farci gli affari nostri senza che qualcuno ci rompa le palle), "difendiamo le nostre radici cristiane" (non rubare, non dire falsa testimonianza, ama il prossimo tuo come te stesso, e se è nero, povero e emarginato amalo ancora di più). E nonostante tutto, il suo è il partito con il maggior numero di elettori. Poveri italiani. Anzi, poverini. Più ingenui dei bambini.
La manifestazione in piazza San Giovanni a Roma di ieri è l'ennesimo show emblematico, così come i servizi che le reti mediaset gli hanno dedicato o i titoli dei giornali della ditta di oggi. Per curiosità, confrontateli con gli altri: http://libero-news.it/news/374258/Silvio__siamo_tantissimi.html, http://www.repubblica.it/politica/2010/03/21/news/il_malumore_del_cavaliere_quanti_erano_davvero_-2797753/ http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/berlusconi-candidati-giuramento_0e485980-3447-11df-95ee-00144f02aabe.shtml http://www.ilgiornale.it/interni/in_piazza_berlusconi_ce_pdl_anche_no_pm_spioni_e_sinistra_dellodio/21-03-2010/articolo-id=431160-page=0-comments=1
Per ragioni di spazio e di tempo, non starò qui ad elencare tutte le 15 mila bugie che il piccolo sedicente statista ci racconta. Mi limiterò a quelle più ripetute negli ultimi giorni, ed in particolare ieri.
Prima palla: "siamo più di un milione". La questura dice 150 mila. Quasi sette volte in meno. Ma di questo non c'è traccia nei giornali della ditta. Aspettiamo i telegiornali di oggi. 150 mila contro i 200 mila manifestanti, sempre a Roma, contrari alla privatizzazione dell'acqua (ministro Ronchi se non sbaglio), e contro i 150 mila della manifestazione di Milano contro le mafie (alla quale erano assenti tutte le istituzioni). Ma queste 350 mila persone non valgono un solo elettore adorante e prostrato ai piedi di Berlusconi. Infatti i giornali della ditta (nella loro versione on-line) si guardano bene dal nominarli. La manifestazione di ieri aspira quindi ad essere il secondo flop in pochi giorni per Berlsconi, dopo il comizio semideserto di Napoli.
Seconda palla: "Tre anni «decisivi» per portare a termine la «rivoluzione liberale» che comprende le riforme delle istituzioni, della giustizia e del fisco. «Tre anni - dice - nei quali attueremo le grandi riforme. Le riforme istituzionali, dalla riduzione del numero dei parlamentari, all’elezione diretta del premier o del presidente della Repubblica; la grande, grande, grande riforma della giustizia; la profonda riforma e l’ammodernamento del sistema fiscale, la questione del federalismo» " (dal sito del Il Giornale). Le stesse promesse in tutte le campagne elettorali. Ha governato in sette degli ultimi nove anni, e sempre con un'ampia maggioranza, ma di queste riforme annunciate neanche l'ombra. Mi chiedo come facciano gli elettori del PDL a credergli ancora.
Terza palla: «la scelta è ancora una volta tra noi e loro, tra il governo del fare che fa le riforme e una sinistra che sa solo dire no e diffondere pessimismo e catastrofismo» (sempre dal sito del Il Giornale). Ma se hai appena detto che le riforme le devi ancora fare? E comunque, caro Silvio e cari adoranti PDL-ini, gli imprenditori che si stanno impiccando lo fanno non per il pessimismo diffuso dalla sinistra, ma perchè effettivamente non hanno più soldi per pagare gli operai.
Quarta palla: «Volete una sinistra che aumenterebbe le tasse? Che metterebbe una tassa patrimoniale su tutto? Volete una sinistra che farebbe la felicità delle banche? Volete che la sinistra metta ancora le mani nelle vostre tasche?» (stavolta dal sito di Libero). Il solito luogo comune della sinistra che aumenta le tasse, al contrario di lui, che se potesse le abolirebbe. Peccato che non mi risultano drastici tagli alle tasse in questi ultimi due anni di buon governo. Anzi gli unici che fiscalmente hanno avuto dei benefici sono stati quelli che hanno fatto rientrare i loro capitali dall'estero in pieno anonimato e con un'aliquota scandalosa. Che di certo non hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
Quinta palla: da sempre Berlusconi conclude le campagne con una sparata. Tipo l'eliminazione del bollo. Quest'anno però la sparata è decisamente di cattivo gusto. «Vogliamo anche vincere il cancro, un male che riguarda quasi 2 milioni dei nostri concittadini» (adesso dal sito del Corriere). Ma come? Il governo degli inceneritori e delle centrali nucleari viene a parlarci di lotta al cancro? Ma con quale faccia tosta? Il governo dei tagli alle università e alla ricerca che si autoproclama paladino della lotta al cancro? che schifosa spudoratezza. Giocare così sulla speranza dei malati e dei loro famigliari, in piena contraddizione con le opere del governo (fra l'altro leggete il report sull'Espresso: grazie al pensionamento forzato imposto da Brunetta e alla mancata assunzione di nuovo personale medico, nei pronto soccorsi mancano medici) è una cosa orrenda, che fa vomitare. Scandalosamente immorale.
Ed eccoci a fare le solite considerazioni. Tutte queste oscenità sono possibili solamente grazie allo strapotere mediatico di Berlusconi, che, volenti o nolenti, ha praticamente il monopolio dell'informazione. Ringraziamo ancora i parlamentari dell'Unione, che quando erano al governo si sono ben guardati dal fare una legge sul conflitto d'interessi, o di mandare rete4 sul satellite. La loro è stata proprio una genialata strategica.